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Riscatto della Laurea: Cos’è, Come Funziona e Quando Conviene

di Shaun De Lucia - 23/03/2020

Riscatto Laurea

Chiunque abbia passato anni all’Università potrebbe credere che si tratti di una vera e propria manna dal cielo; tuttavia, prima di lanciarsi verso facili conclusioni è necessaria un’attenta valutazione della propria particolare situazione.

Sarà utile per capire in quali casi il riscatto della laurea è una pratica possibile e conveniente, e anche per poter eventualmente ricorrere al riscatto agevolato, pratica introdotta di recente dall’Inps.

Riscatto della laurea: in quali casi è possibile?

Come può apparire ovvio, possono riscattare gli anni di studio universitario solamente i soggetti che hanno conseguito il diploma di laurea o titolo equiparato.  

Il riscatto della laurea è esercitabile anche da soggetti inoccupati che, al momento della domanda, non risultino essere stati iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbiano iniziato l’attività lavorativa, in Italia o all’estero, secondo le modalità che vedremo di seguito.

Si possono riscattare:

  • I diplomi universitari, a condizione che i corsi siano stati di durata compresa tra i 2 e i 3 anni;
  • I diplomi di laurea, a condizione che i corsi siano stati di durata compresa tra i 4 e i 6 anni;
  • I diplomi di specializzazione conseguiti dopo la laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
  • I dottorati di ricerca, i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
  • I titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999 n. 509, ovvero le lauree triennali e quelle specialistiche.

Anche i diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale possono essere riscattati ai fini pensionistici, ma l’integrazione riguarda esclusivamente i corsi attivati a partire dall’anno accademico 2005/2006. e a patto che portino al conseguimento di uno dei seguenti titoli di studio:

  • Diploma accademico di primo livello;
  • Diploma accademico di secondo livello;
  • Diploma di specializzazione;
  • Diploma accademico di formazione alla ricerca, equiparato al dottorato di ricerca universitario dall’articolo 3, comma 6, decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005 n.212.

Sono invece esclusi dal computo dei periodi riscattabili tutti gli anni di iscrizione fuori corso e quelli già coperti da contribuzione – obbligatoria o figurativa – anche presso altri regimi previdenziali. Dal 12 luglio 1997, è però possibile riscattare anche più di un corso di laurea, anche qualora il titolo sia stato conseguito antecedentemente a tale data.

Per quanto riguarda i periodi di studio compiuti all’estero, il riscatto laurea opera solo per i periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. È consigliabile, in tal caso, richiedere un estratto contributivo internazionale, così che i periodi esteri compaiano nell’estratto contributivo italiano. In questo modo sarà direttamente l’Inps ad escludere i periodi già coperti dalla retribuzione estera a fronte della domanda di riscatto della laurea agevolata.

Il riscatto agevolato, il costo e l’abolizione del limite d’età 

La circolare Inps n°6 del 22 gennaio 2020 ha abolito il requisito dell’età per accedere al riscatto agevolato della laurea. 

Introdotto lo scorso anno, il riscatto agevolato prevede la possibilità di valorizzare il tempo dedicato agli studi usufruendo di una serie di benefici non previsti dal regime ordinario, scegliendo inoltre se riscattare l’intero periodo o solo parte di esso - ricorrendo in quest’ultimo caso al riscatto cosiddetto “flessibile”. 

Tuttavia, per accedere al riscatto agevolato è necessario rispettare alcuni condizioni, in particolare:

  • Il lavoratore deve essere iscritto, con almeno un contributo versato, ad una delle gestioni Inps;
  • La gestione in cui viene richiesto il riscatto dovrà risultare già esistente nel periodo del corso legale di studi;
  • Il riscatto non potrà coprire periodi già sottoposti a contribuzione;
  • L'intera pensione sarà calcolata esclusivamente con il sistema contributivo.

Abolito il limite dell’età, sono però previste ulteriori condizioni per gli over 45, ovvero per i soggetti che hanno conseguito la laurea prima del 1996:

  • Meno di 18 anni di contributi versati prima del 31 dicembre 1995;
  • Almeno 15 anni di contributi versati complessivamente al momento della richiesta di riscatto;
  • Almeno 5 anni nel periodo contributivo post 1995.

In ogni caso, laddove si risultasse eleggibili, il costo del riscatto della laurea non è affatto esiguo. Viene infatti calcolato dall’Inps sulla base delle norme che regolano la liquidazione della pensione, a seconda che si rientri nel sistema retributivo o in quello contributivo: in poche parole, significa versare da sé tutti i contributi non versati durante l’anno che si intende riscattare . ai fini pensionistici

Se si accede al riscatto della laurea agevolato, il costo per ogni anno di studio è di 5.260 euro, interamente deducibile ai fini fiscali. L’onere può essere corrisposto in un’unica soluzione o essere dilazionato in un massimo di 120 rate mensili, senza interessi, tramite appositi bollettini MAV.

Riscatto laurea: quando conviene e come richiederlo

Prima di fare una qualsiasi scelta, è necessario valutare gli effetti che un drogaggio del proprio profilo di contribuente, quale è il riscatto della laurea, può avere su altre misure di pensione anticipata, quali ad esempio la quota 100 e l’opzione donna.

In particolare, nel caso del riscatto agevolato, la convenienza o meno della scelta emerge dal rapporto tra l’incremento degli anni di contributi a basso costo e l’effettivo taglio operato sull’assegno, conseguenza del calcolo interamente contributivo. 

Quest’ultimo caso è ad esempio conveniente per chi sceglie l’opzione donna, che già prevede il calcolo interamente contributivo. Non presenta invece vantaggi per chi è vicino alla pensione di vecchiaia a 67 anni, perché in tal caso i contributi richiesti sono di 20 anni. 

Infine, chi ha concluso gli studi in data antecedente al 1996 dovrà valutare con attenzione i passi da seguire poiché, a fronte degli sconti sul costo del riscatto della laurea, dovrà rinunciare tout court al calcolo della pensione con metodo retributivo.

Pertanto, Il primo passo utile da compiere per valutare la scelta più conveniente è valutare attentamente la propria situazione richiedendo l’estratto contributivo, il documento che elenca tutti i versamenti effettuati dall’Inps in favore del lavoratore. 

Con l’estratto contributivo sarà possibile verificare i contributi utili, sia per il raggiungimento del diritto sia per il calcolo della pensione, e quindi valutare - in base alla propria situazione - la scelta più conveniente. Ricordiamo che l’estratto contributivo si può richiedere, facilmente e comodamente online, su patronato.com.

Ma come fare richiesta del riscatto della laurea? Bisognerà rivolgersi a Caf o Patronati, al vostro commercialista oppure a un intermediario autorizzato; se si dispone di SPID, invece, si può accedere direttamente ai servizi di inoltro telematico dell’Inps.  Il servizio di inoltro telematico, senza bisogno di firma digitale o SPID, sarà invece a breve disponibile su patronato.com.


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