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Decreto Ristori Bis: le misure per Lavoratori e Famiglie e i codici Ateco nel dettaglio

di Francesca Columbu - 20/11/2020

Covid19

In concomitanza con la decisione di suddividere l’Italia in zone più o meno a rischio Coronavirus e alle quali applicare - di conseguenza - relative restrizioni, il Governo ha predisposto anche un piano di sostegno economico alle zone e alle fasce della popolazione più in difficoltà.

In particolare, ha rinnovato alcune misure già predisposte durante il lockdown dei mesi primaverili.

Il risultato è quello di un nuovo Decreto, che prende il nome di Decreto Ristori Bis, emanato dopo il Decreto Ristori del 28 Ottobre e ufficialmente pubblicato in Gazzetta il 9 Novembre. I provvedimenti in questione hanno un valore di 2,5 miliardi di euro e si distinguono in misure dedicate alle famiglie e misure destinate ai lavoratori, come vedremo di seguito.

Decreto Ristori Bis: Misure destinate ai lavoratori

Estensione del contributo a fondo perduto

Rispetto al primo Decreto Ristori, il Decreto Ristori Bis prevede un'estensione della platea dei beneficiari del contributo a fondo perduto. È stato infatti aggiornato l'elenco dell'Allegato 1, contenente la lista delle categorie di lavoratori alle quali spetta il fondo. Per consultare l'Allegato 1 clicca qui.

Nello specifico è stato predisposto un ampliamento del 50% dell'indennizzo alle categorie che operano nelle zone rosse e arancioni e per le quali pertanto le restrizioni sono state maggiori. Si tratta degli operatori dei settori economici individuati dai seguenti codici ATECO: 

  • 561030 gelaterie e pasticcerie,
  • 561041 gelaterie e pasticcerie ambulanti,
  • 563000 bar e altri esercizi simili senza cucina,
  • 551000 alberghi.

Inoltre, l'Articolo 2 del Decreto prevede ristori per altre categorie di lavoratori (si va dai tatuatori ai sexy shop) interessate dalle misure restrittive introdotte dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020, e che

  • alla data del 25 ottobre 2020 risultassero con partita IVA attiva;
  • svolgono come attività primaria una di quelle riferite ai codici ATECO visualizzabili nell’Allegato 2 al decretoPer consultare l'Allegato 2 clicca qui.
  • hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle cosiddette regioni rosse (ad oggi Lombardia, Calabria, Campania, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Valle D’Aosta), che si contraddistinguono per una situazione di gravità maggiore rispetto al resto d’Italia

Coloro che avevano già beneficiato dei precedenti ristori stanno già ricevendo in questi giorni il bonifico direttamente sul conto corrente. Chi invece non aveva fatto domanda in passato, potrà ora fare richiesta attraverso la procedura web disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Sospensione contributi INPS

La terza rata dei contributi fissi Inps prevista per il mese di Novembre resta ora sospesa.

I nuovi pagamenti potranno essere effettuati, senza sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021; in alternativa potranno essere rateizzabili, fino a un massimo di 4 rate mensili dello stesso importo.

Nello specifico, lo stop riguarda tutte le imprese che hanno subito una qualche forma di limitazione e che si trovano:

  • nella zona gialla per il mese di novembre
  • nelle zone arancione e rossa per i mesi di novembre e dicembre

Inoltre, hanno diritto alla sospensione anche i lavoratori privati della sola zona rossa purché le loro attività rientrino tra quelle indicate nell’Allegato 2 (vedi sopra).

Cancellazione seconda rata IMU

Per le attività segnalate nell’allegato 2 del Decreto, se collocate all'interno delle regioni rosse, è prevista anche la cancellazione della seconda rata IMU. È necessario però che i gestori delle attività siano anche proprietari degli immobili in cui la stessa viene svolta.

Sospensione pagamenti

L'articolo 7 del Decreto Ristori Bis predispone, per chi ha dovuto chiudere a causa del diffondersi dei contagi, la sospensione dei termini dei versamenti che scadono nel mese di novembre 2020, relativi nello specifico:

  • alle ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente e assimilato;
  • alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale;
  • all’IVA

I pagamenti ora sospesi dovranno poi essere versati entro il 16 marzo in un'unica soluzione o in quattro rate mensili a partire dalla stessa data.

A poter beneneficiare della proroga sono:

  • coloro che esercitano le attività economiche sospese su tutto il territorio nazionale;
  • attività di ristorazione nelle zone rosse o arancioni;
  • i soggetti che operano nei settori economici indicati nell'Allegato 2 del Decreto, purché abbiano domicilio fiscale, sede legale o sede operativa all'interno della zona rossa;
  • attività alberghiere, agenzie di viaggio o di tour operator che si trovano nelle località ad alto rischio, quindi le regioni rosse

Proroga secondo acconto Ires e Irap per i soggetti a cui si applicano gli Isa

Nel DPCM è stata disposta anche la proroga al 30 aprile 2021 del pagamento della seconda o unica rata dell’acconto di Ires e Irap per chi esercita attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa e che operano nelle aree catalogate in massima gravità e da un livello di rischio alto.

Decreto Ristori Bis: Misure destinate alle famiglie

Bonus Baby sitting

Una delle principali misure riguarda il rinnovo del Bonus Baby-sitter, per un importo massimo di 1000 euro, destinato ai genitori che hanno necessità di affidare i propri figli ad una persona esterna negli orari di lavoro.

Il Bonus in questo caso non è esteso a tutte le regioni d’Italia ma solo a quelle ad alto rischio contagio, quindi la cosiddetta zona rossa e sarà valido per l’intero periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza.

Possono far richiesta del Bonus Baby sitting i genitori (anche affidatari) iscritti alla gestione separata (articolo 2, comma 26, della Legge 335/1995), e gli iscritti alle gestioni speciali dell’assicurazione obbligatoria. La stessa misura non è destinata invece ai genitori non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, come gli esercenti delle attività commerciali e gli artigiani. Di conseguenza, questo indennizzo non può essere richiesto dai lavoratori dipendenti ma solo dagli autonomi.

Entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto al Bonus, purché la loro attività lavorativa NON possa essere svolta in modalità agile. Altra condizione necessaria per ottenere il contributo è quella per cui a nessuno dei genitori debba essere stata riconosciuta una misura di sostegno al reddito a seguito di cessazione o sospensione dell’attività lavorativa (o nel caso in cui uno di loro sia non lavoratore o disoccupato).

Si tenga presente anche che la misura è incompatibile con l’erogazione del Bonus asilo nido.

Infine, il Bonus baby sitting è destinato anche ai genitori di figli con disabilità, la cui gravità sia stata accertata ai sensi della Legge 104/1992 (art. 4, comma 1).

Congedi straordinari

L’alternativa al Bonus Baby sitter è rappresentata dal Congedo Straordinario, destinato sempre alle famiglie residenti nelle zone rosse, ma con la differenza che in questo caso a beneficiarne sono i genitori con contratto di lavoro dipendenti. Nello specifico, la misura è pensata coloro che NON possono lavorare in modalità agile, i quali potranno astenersi dalla propria mansione per l’intera durata della sospensione delle attività scolastiche in presenza. Durante questo periodo l’INPS eroga un’indennità pari al 50% della retribuzione stessa.

Anche per il Congedo Parentale, il provvedimento include i genitori di figli con disabilità grave accertata.

Estensione dello Smart Working

Per venire incontro alle esigenze dei genitori degli studenti per i quali è stata attivata la DAD (Didattica a Distanza), il Governo ha esteso anche lo smart working.

A beneficiarne saranno i lavoratori dipendenti e, nello specifico, coloro a cui sia consentito lavorare da remoto (in alternativa al congedo straordinario di cui abbiamo parlato sopra), nel caso in cui il figlio di età massima di 16 anni sia stato posto in quarantena a seguito di un contatto con una persona positiva.

Questa misura, come per i provvedimenti descritti sopra, si estende ai genitori di figli con disabilità grave accertata, che avranno diritto a lavorare da remoto fino al 31 giugno 2021.


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