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SPID per accesso INPS, PEC per aziende, nuovo contratto colf e babysitter: tutte le novità dal 1° Ottobre

di Francesca Columbu - 29/09/2020

SPID

Sono diverse le novità che, a partire dal 1° Ottobre 2020, interesseranno famiglie, imprenditori e chi usufruisce dei servizi dell'INPS. Dall'addio al PIN per l'accesso al portale INPS, alla PEC che diventa obbligatoria per le aziende fino al nuovo contratto per badanti e baby sitter. Vediamo tutte le novità nel dettaglio.

SPID per servizi INPS

La prima notizia è quella relativa allo SPID: secondo quanto previsto dal decreto Semplificazioni (n.76 del 16 luglio 2020), dal 1° ottobre per accedere al portale dell'INPS non verrà più richiesto il Pin, ma bisognerà necessariamente dotarsi di un'Identità digitale come credenziale di accesso. Quest'ultima permetterà di fare richiesta per alcuni incentivi messi a disposizione dal Governo come contrasto all'emergenza Covid: ad esempio il Bonus bici e il Bonus vacanze. Ma non solo: attraverso lo SPID sarà possibile effettuare l'accesso per controllare la propria posizione INPS o INAIL, accedere al portale dell'Agenzia delle Entrate e a tutti i portali internet pubblici. Inoltre, per favorire il processo di completa digitalizzazione dei documenti, è stato stabilito che la firma con Spid avrà lo stesso valore giuridico di quella autografa e i cittadini potranno utilizzarla per sottoscrivere atti e contratti.

Va comunque specificato che l'INPS, attraverso la circolare 17 luglio 2020, n. 87, ha comunicato che il passaggio dal PIN allo SPID non sarà drastico ma avverrà gradualmente: è prevista infatti una fase di transito durante la quale chi è già in possesso del PIN potrà continuare ad utilizzarlo, anche dopo il 1° ottobre, ma solo fino alla sua data di scadenza. Resta il fatto che da ottobre non verranno più rilasciati nuovi PIN, fatta eccezione per alcune categorie, come i minori di diciotto anni o i soggetti extracomunitari.

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PEC per aziende

Altra grande novità introdotta con il decreto Semplificazioni è quella relativa alla PEC (Posta Elettronica Certificata): dal 1° Ottobre diventa obbligatorio avere una PEC per tutte le aziende. Nello specifico, dovranno dotarsi di un "domicilio digitale" sia le imprese in forma societaria sia quelle individuali, rappresentate da un libero professionista

Per chi non comunicherà/aggiornerà la propria Pec entro il 1° ottobre 2020 è prevista una sanzione amministrativa: dai 206 ai 2.064€ per le società e dai 30 ai 1.548€ per le imprese individuali.

Inoltre, per tutte le imprese che dopo la data di scadenza non avranno la PEC, oltre al pagamento della sanzione, è prevista l'assegnazione di un domicilio digitale da parte della Camera di Commercio.

Ma perché è importante la Posta Elettronica Certificata? Il vantaggio principale è dato dal fatto che la PEC consente di inviare comunicazioni e documenti con un elevato livello di sicurezza e ha lo stesso valore legale di una tradizionale raccomandata con ricevuta di ritorno.

Grazie al domicilio digitale le aziende potranno, in particolare, inviare documenti a Enti e Pubbliche Amministrazioni, trasmettere documenti relativi a gare d’appalto, convocare consigli e assemblee, far circolare le comunicazioni all’interno di strutture che hanno molte sedi operative, inviare gli stipendi ai dipendenti.

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Colf, Badanti e Baby sitter

L’8 settembre 2020 è stato rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale per colf, badanti e baby-sitter, che entrerà in vigore dal 1° ottobre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Con il nuovo contratto, in particolare, è stato stabilito un aumento compreso tra i 100 e 116€ (applicabile già dal 1° ottobre) per alcune categorie specifiche:

  • baby sitter che lavorano con bambini da 0 a 6 anni
  • badanti di livello «C Super» e «D Super» che curano più di una persona non autosufficiente

Invece per la categoria base, composta da badanti a tempo pieno di persone autosufficienti, l’aumento mensile sarà pari a 12€ lordi al mese a partire dal 1° Gennaio 2021.

Il nuovo contratto definisce anche l'inquadramento dei collaboratori o collaboratrici domestiche in quattro livelli: a ognuno di questi corrispondono due parametri retributivi, a seconda delle competenze possedute da ciascuna. Si supera così la classica distinzione tra colf, badanti e babysitter: d’ora in poi verranno definite semplicemente “assistenti familiari”.

Emerge inoltre una nuova figura: quella dell’assistente educatore formato, che sarà d’aiuto per coloro che hanno l’esigenza di accudire, all’interno delle abitazioni, adulti e/o bambini affetti da disabilità psichica oppure da disturbi dell’apprendimento o relazionali.

Le modifiche riguarderanno circa 860 mila lavoratori regolari del settore, che salgono a 2 milioni prendendo in considerazione le stime sui lavoratori irregolari.

L’obiettivo principale dell’accordo è quello di arginare il fenomeno del lavoro in nero, offrendo maggiori tutele sia agli assistenti familiari, sia alle famiglie che li assumono, per le quali sono previste nuove agevolazioni. In particolare, tali agevolazioni interesseranno coloro che assumono una seconda badante (che accudisca una persona non autosufficiente) e chi necessita di un’assistente familiare notturna (per i quali è prevista un’importante riduzione contributiva, con un risparmio di 24 ore settimanali).


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