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Ravvedimento operoso IMU 2020

di Alessandra Caraffa - 27/08/2020

È stata fissata al 16 Giugno la scadenza per corrispondere l’acconto IMU 2020. L’acconto IMU è una tassa dovuta dai possessori di prime abitazioni di lusso e per tutti gli immobili diversi dalla prima abitazione. Quasi tutti gli immobili adibiti a prima abitazione sono esenti dal pagamento dell’IMU.

Laddove dovuto, il mancato pagamento della tassa entro i termini stabiliti comporta, in via generale, una sanzione pari al 30% dell’importo da versare. 

Ma esiste una procedura per ridurre l’importo della sanzione, nel caso in cui ci si fosse dimenticati di pagare l’acconto IMU lo scorso Giugno: tale procedimento si chiama ravvedimento operoso, e prevede degli sconti legati alla durata del ritardo nel pagamento.

Vediamo dunque nel dettaglio cos’è il ravvedimento operoso IMU, come funziona e come calcolarlo.

La nuova IMU e il ravvedimento operoso

La nuova IMU è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2020: caratteristica principale della nuova concezione dell’Imposta Municipale Unica è che da quest’anno l’IMU comprende anche la Tasi, che viene dunque abolita. Scadenze, cifre e modalità di pagamento restano perlopiù invariate.

Essendo un’imposta di pertinenza dei Comuni, l’IMU non è rientrata in quella serie di tasse ed adempimenti la cui scadenza è stata sospesa dal Governo in seguito alla grave situazione economica dovuta all’emergenza Covid-19. La scadenza del 16 Giugno, quindi, andava rispettata.

Come anticipato, però, sono previste delle modalità di adeguamento che consentono al contribuente che non sia riuscito ad onorare la scadenza fissata di mettersi in regola con il pagamento IMU in ritardo. 

Si tratta del ravvedimento operoso, procedimento che consente di versare quanto dovuto - anche in ritardo - con una maggiorazione che dipende dalla gravità del differimento del pagamento. Sanzioni ed interessi vengono così calcolati in base a quanto tempo passa tra la scadenza non rispettata e l’effettivo adeguamento. 

Il ravvedimento operoso può dunque essere:

  • Super breve: l’adeguamento avviene entro 14 giorni dalla scadenza, e la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • Breve: se si paga entro 30 giorni dalla scadenza, la sanzione da applicare è dell’1,5% - da calcolare sull’importo dovuto;
  • Medio: se regolarizzato entro 90 giorni dalla scadenza, il pagamento dell’IMU va maggiorato dell’1,67%;
  • Lungo: quando l’adeguamento avviene dopo il 90esimo giorno dalla scadenza, ma entro un anno, allora si può mettersi in regola con una sanzione del 3,75%.

Il ravvedimento operoso cosiddetto lunghissimo è una recente acquisizione: la legge di Bilancio 2020 ha infatti esteso anche all’IMU, e ad altri contributi locali, la possibilità di regolarizzare i pagamenti anche dopo un anno dalla scadenza degli stessi.

IMU non pagata: le novità del 2020

Il ravvedimento operoso consente dunque di mettersi in regola con le tasse non pagate anche dopo un anno dalla scadenza delle stesse, ed è un procedimento valido anche per l’IMU. È dunque possibile mettersi in regola corrispondendo delle cifre maggiorate, ma di certo molto inferiori alla sanzione ordinaria, che corrisponde al 30% dell’importo dovuto.

Ora, tra le misure adottate dal Governo in sostegno delle famiglie e delle attività economiche messe a dura prova dalle disposizioni anti-contagio da Covid-19 vi sono diverse scadenze sospese o rimandate per il 2020, molte delle quali in materia di imposte e tributi. 

Nel caso dell’IMU, la contingente difficile situazione dei Comuni Italiani non ha fatto propendere per una sospensione, che avrebbe gravato sulle casse delle Amministrazioni Comunali, colpite tanto quanto i cittadini dalla crisi di inizio anno. 

Sono stati tuttavia predisposti degli strumenti che possono costituire un aiuto concreto per i contribuenti:

  • Ravvedimento operoso ultrannuale, o lunghissimo, allargato all’IMU;
  • Retroattività del ravvedimento operoso in materia IMU, anche per la sua declinazione ultrannuale;
  • Condono della prima rata, o acconto, dell’IMU per gli stabilimenti balneari e le attività adibite ad alberghi o pensioni rientranti nella categoria catastale D/2 i cui possessori siano i titolari dell’attività collegata;
  • Condono della prima rata anche per agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi;
  • Possibilità dei Comuni di differire la scadenza del pagamento IMU per alcune categorie.

Se non si è dunque pagata l’IMU dovuta, ci si può oggi mettere in regola anche dopo anni dal mancato pagamento, senza arrivare al 30% di sanzione previsto dalla Legge.

Con questa misura, il pagamento dell’IMU entro due anni dalla scadenza è soggetto ad una sanzione del 4,29%, mentre per le regolarizzazioni che avvengono dopo oltre due anni dal mancato pagamento si applica una maggiorazione del 5%. 

Si arriva ad una sanzione del 6% solo nel caso in cui il pagamento sia effettuato dopo la ricezione del verbale di constatazione, comunque evidentemente prima dell’emissione di una cartella esattoriale.

Inoltre, il proprio Comune di residenza ha la possibilità di operare nel senso di un differimento della scadenza per il pagamento di alcune tasse, tra cui l’IMU, la cui massima parte viene incassata proprio dal Comune. 

Tecnicamente non si tratta di un differimento, poiché la scadenza per il pagamento dell’acconto IMU resta fissata al 16 Giugno, ma ogni Comune italiano può definire una data di scadenza ulteriore e successiva, e decidere di non applicare le maggiorazioni previste a chi paga entro quella data. 

Ovviamente tale strumento non può essere utilizzato dalle Amministrazioni in senso generalizzato, ma deve essere destinato a particolari attività e soggetti che abbiano riscontrato gravi effetti negativi in seguito all’epidemia da Covid-19.

Prescrizione dell’IMU: quanto e come pagare?

Aver saltato, o dimenticato, la scadenza dello scorso Giugno non è dunque così grave: sono molteplici gli strumenti messi in campo da Governo e Comuni pensati per permettere ai contribuenti di mettersi in regola - anche con un certo ritardo. 

Come anticipato sopra, la nuova IMU 2020 include anche la Tasi (Tributo per i Servizi Indivisibili), mentre resta a sé la TARI, ovvero la Tassa sui Rifiuti. Ma come calcolare l’importo dovuto a Giugno 2020, e come pagare?

Per conoscere la cifra della prima rata dell’IMU 2020 bisogna conoscere l’importo dovuto nel 2019 per IMU e Tasi. La circolare emanata lo scorso 18 Maggio dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ricorda infatti quanto stabilito dal comma 762 della Legge di Bilancio 2020: "in sede di prima applicazione dell'imposta, la prima rata da corrispondere è pari alla metà di quanto versato a titolo di Imu e Tasi per l'anno 2019".

Per il calcolo IMU 2020 dunque, limitandosi alla prima rata, non è necessario conoscere le aliquote applicate dai singoli Comuni, che hanno tempo fino al prossimo 28 Ottobre per deliberare in tal senso.

Per pagare l’acconto IMU è necessario compilare il modello F24, in cui vanno specificate - tra le altre - le seguenti informazioni:

  • Il Codice catastale del Comune;
  • L’indicazione “ravv” nel caso in cui si stia presentando un ravvedimento operoso;
  • L’indicazione di acconto o saldo, a definizione del tipo di pagamento che si sta effettuando;
  • Il numero di immobili oggetti del pagamento ed il periodo cui si riferisce l’imposta;
  • Eventuali detrazioni spettanti;
  • Eventuali variazioni per uno o più immobili, nel qual caso andrà barrata la casella “imm. Var.” e contestualmente presentata la dichiarazione di variazione.

In merito alle possibili variazioni, il comma 769 della Legge di Bilancio 2020 stabilisce che la dichiarazione IMU debba essere presentata entro il 30 Giugno dell’anno successivo a quello in cui sono intervenute delle modifiche.

Solo ed esclusivamente nel caso di variazioni occorse nel 2019, il termine per la presentazione è fissato al 31 Dicembre 2020.


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