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Imu 2020: Novità, Scadenza ed Istruzioni per il Pagamento

L’Imu 2020 è stata introdotta con la legge di bilancio del 1° Gennaio di quest’anno, che ha abolito la IUC - imposta unica sulla casa, ad eccezione della Tari. La nuova norma unifica pertanto la vecchia Imu e la Tasi, la Tassa sui Servizi Indivisibili del Comune.
Analogamente a quanto previsto dalla vecchia normativa, anche per l’Imu 2020 è prevista l’esenzione per la prima casa, salvo alcune eccezioni riportate di seguito. 

Vediamo ora quali novità l’Imu 2020 ha apportato per quanto riguarda ambito di applicazione, scadenza e istruzioni per il pagamento.

Imu 2020: su quali immobili e in quali casi si paga?

L’Imu 2020 dovrà essere pagata - dal proprietario  - in presenza dei seguenti immobili, di cui indichiamo tra parentesi le relative categorie catastali:

  • Prima casa di lusso e relative pertinenze (A1, A8, A9);
  • Seconda casa; 
  • Uffici e studi privati di categoria (A10);
  • Immobili rientranti nelle categorie da B1 a B8;
  • Negozi e botteghe rientranti nella categoria C1;
  • Cantine, soffitte, magazzini e locali di deposito (C2);
  • Laboratori per arti e mestieri (C3);
  • Locali per attività sportiva senza fini di lucro (C4);
  • Stabilimente balneari e termali senza scopo di lucro (C5);
  • Garage, rimesse, stalle e scuderie (C6);
  • Tettoie, chiuse e scoperte (C7);
  • Gruppo D da D1 a D12, ad esclusione di D5 e D10;
  • Istituti di credito e di assicurazioni (D5);
  • Fabbricati rurali strumentali all’attività (D10);
  • Fabbricati rurali non strumentali all’agricoltura; 
  • Aree fabbricabili.

Come anticipato, l’abitazione principale è generalmente esclusa dal pagamento dell’Imu 2020. Per abitazione principale, ai fini del pagamento dell’Imu, si intende la casa in cui il possessore ed i componenti del nucleo familiare dimorano abitualmente ed hanno la residenza anagrafica.

A tal fine, sono assimilati ad abitazione principale i seguenti immobili:

  • Le unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • Le unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa destinate a studenti universitari assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;
  • I fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
  • La casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli;
  • Un solo immobile non locato, posseduto da soggetti appartenenti alle Forze armate, alle Forze di polizia, al personale dei Vigili del fuoco, nonché a quello appartenente alla carriera prefettizia.

Per quanto riguarda invece le pertinenze dell’abitazione principale, è previsto che come tali siano intese solo quelle classificate come C2, C6 e C7 e che per queste sia prevista l’esclusione dal pagamento nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna categoria.

Tuttavia, per quanto riguarda gli immobili di lusso - appartenenti alle categorie A1, A8 e A9 - l’imposta deve essere corrisposta, anche se viene specificato che tale eccezione possa essere eliminata a discrezione di ogni singolo Comune per quanto attiene al proprio territorio di competenza. 

Si specifica inoltre che con la nuova Dichiarazione Imu 2020 viene invece esclusa l’esenzione per l’unità immobiliare disabitata di titolari di pensioni estere iscritti all’AIRE.

Dichiarazione Imu 2020: chi paga e come calcolarla

La nuova Imu dovrà essere corrisposta dai possessori dei beni immobili rientranti nelle sopracitate categorie, ovvero:

  • I proprietari;
  • I titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie degli stessi;
  • i genitori assegnatari del diritto di abitazione della casa familiare in virtù di un provvedimento giudiziale che lo ha dichiarato anche genitore affidatario;
  • Il concessionario di aree demaniali;
  • Il locatario in locazione finanziaria per gli immobili da costruire o in corso di costruzione, a partire dalla stipula del contratto e per tutta la sua durata.

In tale ambito, va specificato che, nel caso in cui lo stesso immobile sia posseduto da più soggetti, ognuno di questi vedrà applicata l’Imu 2020, comprese eventuali esenzioni e agevolazioni, sulla sua parte.

La nuova Imu 2020 non ha apportato modifiche per quanto riguarda rate e scadenze: anche per quest’anno l’imposta si pagherà in due occasioni, con scadenza rispettivamente il 16 Giugno e il 16 Dicembre.

Ma come quantificare l’IMU da pagare? Di seguito le aliquote che verranno applicate nel 2020:

  • Abitazione principale A1, A8, A9 con relative pertinenze: 0,5% (con detrazione di 200 euro in caso di abitazione principale). Possibilità per i Comuni di aumentarla di 0,1% o di ridurla fino all’azzeramento;
  • Fabbricati rurali strumentali: 0,1%. Possibilità per i Comuni di ridurla fino all’azzeramento;
  • Immobili merce: 0,1% solo per gli anni 2020 e 2021, dal 2022 saranno esenti. Possibilità per i Comuni, per i due anni di applicazione, di aumentarla fino allo 0,25% o di ridurla fino all’azzeramento;
  • Terreni agricoli: 0,76%. Possibilità per i Comuni di aumentarla fino all’1,06% o di ridurla fino all’azzeramento;
  • Immobili produttivi rientranti nel gruppo D: 0,86%, di cui lo 0,76% va allo Stato, mentre la parte restante ai Comuni. Possibilità per quest’ultimi di aumentarla fino all’1,06% o di ridurla fino all’azzeramento;
  • Altri immobili: 0,86%. Possibilità per i Comuni di aumentarla sino all’1,06% (in alcuni casi fino all’1,14%) o di ridurla fino all’azzeramento.

Per quanto riguarda la prima rata dell’Imu 2020, questa sarà equivalente alla metà della somma di quanto corrisposto per Imu e Tasi nel 2019. 

A Dicembre 2020 avverrà poi il conguaglio, tenuto conto di eventuali aumenti o diminuzioni che i Comuni potranno apportare tramite delibera, e che verranno pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre 2020.

Nessuna novità in merito al calcolo dell’Imu 2020: si partirà infatti sempre dalla base imponibile con la rendita catastale rivalutata del 5%, alla quale andrà applicato il relativo coefficiente, ricavato in base alla categoria catastale di appartenenza dell’immobile. 

In particolare, il coefficiente sarà pari a:

  • 55 per i fabbricati della categoria C1 (negozi);
  • 65 per i fabbricati del gruppo catastale D (immobili di imprese), tranne quelli classificati nella categoria D5 (banche);
  • 80 per i fabbricati (uffici) categoria A10;
  • 140 per i fabbricati del gruppo catastale B e delle categorie C3, C4, C5;
  • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie C2, C6 e C7.

Ulteriori parametri sono previsti infine per le aree fabbricabili e per i terreni agricoli. Per i primi è necessario tenere conto di fattori quali il valore venale, la zona territoriale, l’indice di edificabilità e la destinazione d’uso consentita. Per quanto riguarda i secondi, coltivati o meno, il coefficiente è pari a 135 ed andrà moltiplicato sulla rivalutazione del 25% del reddito dominicale.

Imu 2020: come presentare la Dichiarazione?

L’IMU non è una tassa che tende a subire grandi modifiche, motivo per cui non è necessario che tutti i proprietari di immobili presentino la Dichiarazione IMU. Questa va infatti prodotta solo nei casi in cui il valore dell’immobile in oggetto sia stato investito da importanti variazioni.

Ciò avviene, per esempio, quando un terreno agricolo diviene edificabile, quando un edificio diventa oggetto di locazione finanziaria oppure subisce gravi danni strutturali e viene dichiarato inagibile. 

Laddove sussistano dei cambiamenti rilevanti in tal senso, allora andrà presentata una apposita Dichiarazione entro il 31 Dicembre dell’anno successivo a quello in cui sono avvenute le modifiche. 

Come presentare la Dichiarazione IMU? La presentazione del modello precompilato per la Dichiarazione IMU va indirizzata al Comune in cui è ubicato l’immobile cui ci si riferisce. Può essere inviata tramite raccomandata (anche senza ricevuta di ritorno), inoltrata per via telematica via PEC, oppure consegnata brevi manu all’ufficio comunale di competenza.

È altresì possibile presentare la Dichiarazione Imu 2020 attraverso il nostro servizio online, su patronato.com, che consente il pagamento elettronico dell’imposta tramite Paypal, carta di credito o bonifico bancario.

Una volta effettuato il pagamento online, sarà qui possibile inoltrare la documentazione semplicemente compilando uno specifico form, che non necessita di PEC, nè firme digitali o sistemi SPID.

Se si optasse invece per forme più tradizionali di inoltro, allora il pagamento andrà eseguito utilizzando un Modello F24 oppure un bollettino postale compatibile con i modelli F24.

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