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Assegno sociale 2019: importo, requisiti e come richiederlo

Cos’è l’assegno sociale?

L’assegno sociale è una prestazione economica di tipo assistenziale erogata su richiesta dall’INPS ai cittadini, italiani e stranieri, con redditi inferiori alle soglie che vengono individuate dalla legge ogni anno. È quella misura che nel 1996 ha sostituito la pensione sociale, e corrisponde per l’anno in corso ad un assegno di 457,99 euro erogato per 13 mensilità.
L’assegno sociale non è soggetto alle trattenute IRPEF in quanto misura provvisoria: il permanere dei requisiti (di reddito e di residenza) viene verificato ogni anno. La misura viene revocata dopo un anno di sospensione.
In quanto misura assistenziale e provvisoria, non è reversibile ai superstiti né può essere esportabile all’estero: piuttosto, soggiornare all’estero per oltre 30 giorni ne comporta la sospensione immediata.

A chi spetta l’assegno sociale? I requisiti per il 2019

L’assegno sociale, a partire dal 2019, spetta ai cittadini che abbiano compiuto i 67 anni di età ed abbiano reddito inferiore a 5.954,00 euro per i non coniugati e inferiore a 11.908,00 euro se si è coniugati.
Vediamo quali sono i requisiti anagrafici, di residenza e reddituali per il 2019:

  1. Requisiti anagrafici: per poter usufruire dell’assegno sociale, bisogna aver compiuto 67 anni; l’età minima è stata alzata a partire dal 2019, in accordo con l’allungamento della vita media;
  2. Requisiti di residenza: l’assegno sociale spetta ai cittadini italiani e stranieri, purché sia dimostrabile una residenza stabile, continuativa ed effettiva di almeno 10 anni in Italia;
  3. Requisiti reddituali: come accennato, il limite di reddito è pari a 5.954,00 euro annui, che arrivano a 11.908,00 euro nel caso in cui il soggetto sia coniugato. Hanno inoltre diritto all'assegno - in misura intera - i soggetti non coniugati che non abbiano alcun reddito e i cittadini coniugati il cui reddito familiare sia inferiore al totale annuo dell'assegno.

Quello sui requisiti economici è il capitolo forse più complesso da dipanare per chi è in cerca di informazioni; vediamo dunque quali sono le voci che vengono conteggiate nel computo del reddito totale e quali ne sono escluse.
Sono considerati fonti di reddito, ai fini del calcolo per l’assegno sociale:

  • I redditi da lavoratore autonomo e dipendente, e comunque tutti quelli assoggettabili all’IRPEF;
  • I redditi da terreni e fabbricati;
  • I redditi soggetti a ritenuta alla fonte (come le vincite al lotto e altri premi corrisposti dallo Stato o da enti privati);
  • Le rendite vitalizie INAIL;
  • Le pensioni estere;
  • Le pensioni di guerra;
  • Le pensioni erogate ai ciechi civili e ai sordi;
  • Interessi postali bancari e di titoli di stato, premi di assicurazioni ed obbligazioni, altri titoli finanziari;
  • Gli assegni alimentari di mantenimento erogati dal coniuge separato.

Sono invece escluse dal computo del reddito totale le seguenti voci:

  • Indennità di accompagnamento;
  • Gli assegni per l’assistenza continuativa nei casi di invalidità permanente erogati dall’INAIL o dall’INPS.

Una volta chiarito quali siano le voci da inserire nel computo della dichiarazione reddituale in fase di richiesta dell’assegno sociale, è bene sapere che non tutti i beneficiari di tale misura ne usufruiscono in misura intera.
L’assegno, in misura intera di 457,99 euro, spetta ai cittadini non coniugati senza reddito oppure a coloro che siano coniugati e il cui reddito familiare totale non superi il totale annuo dell’assegno.
Hanno invece diritto all’assegno sociale, ma in misura ridotta, coloro che da non coniugati abbiano reddito inferiore al totale annuo dell’assegno oppure i soggetti coniugati il cui reddito totale annuo non superi il doppio dell’assegno, ovverosia 11908,00 euro (per il 2019).

Due casi particolari: l’assegno sociale per invalidi civili e coniugi separati

Come funziona l’assegno sociale in caso di invalidità civile? Abbiamo visto che l’indennità di accompagnamento non rientra nei redditi da considerare in sede di richiesta, ma come funziona l’erogazione dell’assegno sociale per gli invalidi?
Innanzitutto, ai titolari di invalidità totale e sordità totale l’assegno viene corrisposto automaticamente dall’INPS, prendendo il posto della pensione d’invalidità civile al compimento dei 65 anni. Diversa è la questione per i ciechi, assoluti o parziali, poiché la pensione per tale invalidità viene regolarmente erogata anche dopo i 65 anni di età.
I requisiti reddituali, per chi era riconosciuto invalido già prima dei 65 anni, sono i medesimi che ne determinano le prestazioni per invalidità civile; se si viene riconosciuti invalidi civili solo dopo i 65 anni, invece, si dovrà far riferimento al computo relativo all’assegno sociale: la differenza maggiore è che nel primo caso vengono calcolati esclusivamente i redditi della persona invalida, nel secondo vi rientreranno anche i redditi di un eventuale coniuge.
Nel caso in cui il cittadino sia ricoverato in istituto a carico del servizio pubblico, l’assegno sociale  viene ridotto del 50% se la retta è a carico totale dello Stato e del 25% se il contributo del cittadino alla retta è inferiore alla metà dell’assegno; nel caso in cui la retta versata dall’invalido o dai familiari sia superiore alla metà dell’assegno sociale, allora l’assegno viene erogato nella sua totalità. 
Per quanto riguarda invece le persone separate legalmente ed effettivamente, oppure divorziate la questione è leggermente più complessa. Come funziona l’assegno sociale per i coniugi separati o divorziati?
Come si intuisce facilmente da quanto esplicitato sopra, a ogni cittadino non coniugato l’assegno sociale spetta in misura intera in mancanza di reddito ed in misura ridotta qualora il reddito annuale non superi la soglia dei 5.953,87 euro.
La legge impone che qualunque cittadino in difficoltà economica sia tenuto a chiedere aiuto al coniuge prima di avvalersi di misure assistenziali e solidali pubbliche. Gli obblighi giuridici tra coniugi non finiscono con il matrimonio, ma sono validi anche dopo la separazione o la morte di uno dei due coniugi (assunto cui danno seguito le cosiddette pensioni di reversibilità).
È importante sapere, in tal proposito, che l’aver rinunciato all’assegno di mantenimento costituisce una condizione ostativa all’erogazione dell’assegno familiare: non è un caso che gli assegni di mantenimento rientrino nel computo dei redditi al fine dell’ottenimento dell’assegno sociale.
Altro tema particolarmente complesso è quello dell’assegno sociale per i coniugi separati conviventi: la separazione formale in condizione di convivenza costituisce - da giurisdizione - possibile frode allo Stato, motivo per cui in casi del genere l’assegno non viene erogato. Non sono infatti mancati in passato esempi di truffe ai danni dello Stato in cui due coniugi operassero una separazione legale consensuale di circostanza per incassare l’assegno sociale.

Le maggiorazioni previste per l’assegno sociale 2019

Come avviene per le altre prestazioni a carattere assistenziali, anche l’assegno sociale si avvale delle cosiddette maggiorazioni sociali. In questo caso specifico, esistono due tipi di maggiorazione possibili:

  • La maggiorazione di cui all’art. 70 della legge n. 388/2000, pari ad un importo di 12,92 euro al mese: viene riconosciuta a tutti coloro che hanno un’età superiore a 65 anni qualora abbiano un reddito inferiore a 5.953 ,87 euro, se soli, o a 11907,74 euro se coniugati.
  • La maggiorazione per le pensioni sociali al minimo, o incremento al milione: si tratta di uno strumento introdotto nel 2002 e regolato dall’art. 38 della l. 448/2001. la misura è destinata a tutti i pensionati  che abbiano compiuto i 70 anni di età e il cui reddito mensile non superi quello che un tempo era il milione di lire.

Mentre la maggiorazione prevista dalla legge 388/2000 vene erogata tout court qualora sussistano i requisiti, l’adeguamento al milione presenta diverse caratteristiche modulabili. Per esempio, il requisito d’età non è perentorio: si può sottrarre ai 70 anni previsti un anno di età ogni 5 anni di contribuzione, quindi un pensionato che abbia versato 25 anni di contributi può ottenere l’adeguamento al milione anche a 65 anni.
I requisiti reddituali per usufruire dell’adeguamento al milione sono: avere un reddito inferiore a 8.443,18  euro per chi è solo e a 14.259,18 euro nel caso in cui vi sia un coniuge con ulteriore reddito. In questo caso l’integrazione viene erogata integralmente, mentre per redditi leggermente più alti, ma comunque sotto le soglie che vengono determinate ogni anno, può essere erogata una integrazione parziale dell’assegno sociale.
Essendo stato individuato per il 2019 il trattamento minimo pensionistico in 513,01 euro mensili, l’adeguamento al milione può arrivare, nel caso dell’assegno sociale, ad un massimo di 191,65 euro mensili.

Come richiedere l’assegno sociale?

La domanda per ottenere l’assegno sociale può essere presentata:

  • Con procedimento online sul sito dell’INPS;
  • Chiamando il contact center di INPS al numero 803 164 da rete fissa e allo 06 164 164 da mobile;
  • Rivolgendosi a intermediari come enti di patronato che possono offrire servizi telematici del genere.

Patronato.com vi consente di avanzare la richiesta per l’assegno sociale semplicemente  compilando un form con i vostri dati e seguendo successivamente le indicazioni che riceverete via e-mail.

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