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Scadenza Modello 730/2026 e rimborsi fiscali
di Alessandra Caraffa - 30/09/2026
Quello con il 730 è un appuntamento annuale imprescindibile per milioni di lavoratori dipendenti e pensionati. La dichiarazione dei redditi, però, va presentata seguendo tempistiche e scadenze indicate dall’Agenzia delle Entrate.
Presentare il Modello 730 online online entro i giusti termini è fondamentale non soltanto per non rischiare sanzioni, ma anche per essere certi di ricevere eventuali rimborsi in busta paga (o sul cedolino della pensione) entro la fine dell’anno.
Quando si fa la dichiarazione dei redditi?
Il Modello 730 si presenta ogni anno tra la primavera e l’estate. Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti la dichiarazione dei redditi precompilata online, che può essere inviata fino al 30 settembre.
Per il 2026, l’Agenzia ha fissato il seguente calendario per la dichiarazione dei redditi online:
- 30 aprile: il Modello 730 precompilato 2026 è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
- 30 giugno: termine per il pagamento degli acconti per l’anno corrente e per il saldo di quelli relativi agli anni precedenti;
- 30 settembre: scadenza ultima per la presentazione del Modello 730 anno 2026 online;
- 2 novembre: scadenza per la presentazione telematica del Modello Redditi Persone Fisiche.
Il conguaglio IRPEF risultante dalla dichiarazione, che sia a credito o debito, avviene direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione. A cambiare sono le tempistiche: coloro che hanno presentato il Modello 730 tra maggio e giugno riceveranno il conguaglio nella busta paga di luglio (o nella pensione di agosto-settembre). Chi invece invia il 730 a ridosso della scadenza, riceverà il rimborso tra ottobre e dicembre.
Il 30 settembre scade il termine per l’invio del 730 online
Il 30 settembre, quindi, è la data limite per inviare il 730. Oltre questa data, non è più possibile inoltrare il 730, perciò i contribuenti sono tenuti a utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche.
Se inviato entro 90 giorni dalla scadenza, cioè entro il 29 dicembre 2026, il Modello PF sostituisce in tutto e per tutto la dichiarazione dei redditi, che viene considerata valida.
Il Modello Redditi PF è anche la via maestra per rettificare la propria dichiarazione nel caso in cui ci si accorge di aver dimenticato un reddito o di aver inserito per errore detrazioni non spettanti. Per questo tipo di correzioni, quindi, c’è tempo fino al 2 novembre.
Se la rettifica è a favore del contribuente (es.: aggiunta di spese detraibili o deducibili), invece, si possono seguire due strade:
- Invio del 730 integrativo tramite un intermediario abilitato (patronato, CAF o professionista), entro il 25 ottobre 2026. In questo caso si mantiene il diritto di ricevere il rimborso direttamente in busta paga o nell’assegno di pensione;
- Invio del Modello Redditi PF integrativo, presentato entro il 31 dicembre 2031. In questo caso, il rimborso va chiesto direttamente all’Agenzia delle Entrate (o utilizzato in compensazione l’anno successivo).
Consegna 730 in ritardo: le sanzioni
Esiste ovviamente anche un sistema sanzionatorio per coloro che non rispettano la scadenza del 730 di settembre. La sanzione dipende essenzialmente da due fattori: l’entità del ritardo e la situazione del contribuente, che per l’anno corrente può risultare a credito o a debito con il Fisco.
Riassumendo, le sanzioni previste dall’Agenzia delle Entrate sono:
- Dichiarazione tardiva, cioè inviata entro i 90 giorni (col Modello Redditi PF):
- Sanzione ridotta di 25 euro per le dichiarazioni a credito o “a zero” (ravvedimento operoso);
- Se la dichiarazione è a debito, alla sanzione di 25 euro si aggiungono quelle sul ritardo dei pagamenti dovuti e gli interessi legali (calcolati giorno per giorno);
- Dichiarazione omessa, ovvero non presentata entro i 90 giorni dalla scadenza di settembre:
- Sanzione amministrativa (da 250 a 1.000 euro) per le dichiarazioni a credito o “a zero”;
- Se il contribuente è a debito d’imposta, la sanzione va dal 120% al 240% dell'imposta non versata, con un minimo fisso di 250 euro.
In ogni caso, i contribuenti non perdono il diritto a ricevere eventuali rimborsi IRPEF. La differenza fondamentale è che, presentando la dichiarazione in ritardo, si perde la possibilità di ricevere il conguaglio direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. I rimborsi, quindi, verranno accreditati direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico su conto corrente.