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Dichiarazione dei Redditi 2026: 730 Singolo o 730 Congiunto?
di Alessandra Caraffa - 14/05/2026
Il 730 Congiunto consente a coniugi e parti di un’unione civile di integrare le rispettive posizioni fiscali in sede di dichiarazione dei redditi, facilitando la compensazione immediata tra debiti e crediti IRPEF.
Questa modalità di presentazione prevede la compilazione di due modelli 730 distinti, uno per ogni coniuge, ma un saldo comune che verrà interamente gestito dal sostituto d’imposta del dichiarante. In tal modo, anche il partner privo di sostituto d’imposta può beneficiare della liquidazione diretta in busta paga, senza aspettare l’accredito da parte dell’Agenzia delle Entrate, che può richiedere anche più di un anno.
Indice dei contenuti
730 Congiunto: cos’è e come funziona
Il 730 Congiunto è una modalità di dichiarazione dei redditi che consiste nella presentazione contemporanea di due modelli 730 distinti (uno per ciascun coniuge) collegati tra loro.
Non si tratta di una dichiarazione unica per entrambi: le basi imponibili restano separate, l’IRPEF viene applicata singolarmente e le detrazioni vengono calcolate sulle dichiarazioni individuali (modello A e modello B). I due saldi finali, però, vengono fusi in un unico conguaglio, che viene gestito dal sostituto d’imposta del coniuge dichiarante.
Nel 730 Congiunto, i ruoli dei coniugi sono ben distinti: uno dei due, il dichiarante, mette a disposizione dell’altro coniuge il proprio sostituto d’imposta (il datore di lavoro o l’INPS), che si occuperà di fare il conguaglio unico direttamente nella busta paga o nel cedolino del dichiarante.
È bene sapere però che il meccanismo di compensazione agisce esclusivamente sui saldi finali: se uno dei coniugi ha più detrazioni di quelle che può “assorbire” per la sua capienza IRPEF, l’eccedenza non viene trasferita all’altro coniuge, ma viene persa durante il computo individuale.
I principali vantaggi del 730 Congiunto
Come si intuisce facilmente, il principale vantaggio del 730 Congiunto è nella possibilità di sfruttare il sostituto d’imposta del coniuge, una soluzione pratica e conveniente soprattutto quando uno dei due non ha un datore di lavoro o un sostituto d’imposta proprio.
I principali vantaggi della dichiarazione congiunta sono quindi:
- Sostituto d’imposta unico, che si occupa di gestire interamente il conguaglio delle due dichiarazioni;
- Meccanismo di compensazione unificato: utile soprattutto quando uno dei due coniugi ha un credito IRPEF e l’altro un debito, perché permette di saldare i conti in un’unica operazione, che avviene sulla busta paga o sul cedolino del dichiarante;
- Tempi di liquidazione più rapidi: questo meccanismo permette di accelerare i tempi di eventuali rimborsi, che possono essere piuttosto lunghi per chi non ha un sostituto d’imposta; con il 730 Congiunto, l’accredito arriva già a partire dal mese di luglio (per le dichiarazioni presentate entro maggio 2026).
Dichiarazione dei Redditi 2026: chi può presentare il 730 Congiunto?
In base alle indicazioni comunicate dall’Agenzia delle Entrate, nel 2026 possono presentare il 730 Congiunto:
- I coniugi regolarmente sposati e non separati legalmente;
- Le parti di unione civile registrata ai sensi della Legge n. 76/2016.
Ma c’è un altro requisito fondamentale: entrambi i coniugi devono avere redditi dichiarabili nel 730. Se quindi uno dei due ha redditi da impresa o da lavoro autonomo, ognuno dovrà presentare la propria dichiarazione (usando il Modello Redditi PF per i redditi da Partita IVA).
Le differenze tra 730 Singolo e Congiunto
Le differenze fondamentali tra 730 Singolo e Congiunto sono:
- Gestione del conguaglio: presentando il modello singolo, ognuno dei coniugi avrà un saldo IRPEF che verrà liquidato sulle rispettive buste paga o cedolini INPS; usando il modello congiunto, invece, il saldo viene trattato in un’unica operazione (a credito o a debito);
- Sostituto d’imposta: con il 730 Singolo, i due coniugi fanno riferimento ognuno al proprio sostituto d’imposta; con il 730 Congiunto, la gestione dei rimborsi è interamente a carico del sostituto d’imposta del coniuge dichiarante;
- Responsabilità: mentre presentando il 730 Singolo ogni coniuge è responsabile per i propri eventuali debiti, usando il modello Congiunto i coniugi diventano responsabili in solido, poiché il saldo è unico.
Quando conviene davvero il 730 Congiunto?
Esistono tre casi specifici in cui fare il 730 Congiunto può essere effettivamente conveniente:
- Uno dei due coniugi non ha sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS): presentando il modello congiunto, anche il coniuge senza sostituto può recuperare le spese detraibili;
- Uno dei due coniugi ha un debito IRPEF e l’altro un credito: il debito viene compensato dal credito dell’altro;
- Importanti spese condivise, come mutui e ristrutturazioni: con il conguaglio unico, le detrazioni non vanno perse per incapienza individuale.
Se si sta decidendo tra 730 Singolo e Congiunto, è bene anche sapere che dal 1° gennaio 2025 esiste un tetto massimo alle detrazioni IRPEF per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro l’anno. Se uno dei due coniugi ha un reddito superiore a questa soglia, le sue detrazioni saranno calcolate tenendo conto di questo limite.
Quando si fa il 730? Scadenza e modalità di presentazione
È possibile presentare la propria dichiarazione dei redditi online oppure di persona, scegliendo una delle seguenti modalità:
- Di persona, presso un CAF o un professionista abilitato: è la modalità più sicura in caso di detrazioni complesse o dubbi sul ruolo da attribuire ai coniugi nel 730 Congiunto;
- Online, sul portale dell’Agenzia delle Entrate: ciascun coniuge accede con SPID o CIE e compila il proprio modello, scegliendo la modalità “dichiarazione congiunta”. Il coniuge dichiarante vedrà apparire il modello dell’altro, dopodiché accetterà e trasmetterà i dati di entrambe le dichiarazioni.
Il 730 può essere presentato a partire dal 14 maggio fino al 30 settembre 2026. Per chi utilizza il 730 precompilato, la scadenza ultima è fissata al 2 novembre 2026.