Ecobonus 2027: detrazioni al 65%? L’ipotesi del Governo
Ecobonus infissi e caldaie: quali sono e come funzionano le detrazioni fiscali per il 2027
di Alessandra Caraffa
Condividi su:
Le ultime dichiarazioni del viceministro dell’Economia Maurizio Leo fanno sperare i proprietari di immobili che hanno in programma ristrutturazioni e interventi di efficientamento energetico per il 2027.
L’Ecobonus, infatti, potrebbe godere di un potenziamento per la prima casa. Ciò significa che le detrazioni fiscali previste per questo tipo di interventi potrebbero evitare il taglio ulteriore previsto per il 2027 e, in alcuni casi, tornare a aliquote più vantaggiose rispetto a quelle introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024).
Ecobonus e bonus ristrutturazione: arriva la proroga per il 2027?
Dal 1° gennaio 2027, chi ristruttura casa avrà diritto a un Ecobonus ridotto rispetto allo scorso anno, come previsto dalla Legge n. 199/2025.
La nuova Legge di Bilancio, però, potrebbe contenere un’importante novità: il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, infatti, ha dichiarato di sostenere una proroga sulle misure previste per la prima casa. Lo stesso viceministro, in un’altra occasione, ha detto che il Governo sta lavorando per assicurare margini più ampi (ovvero agevolazioni fiscali più sostanziose del previsto) per i lavori di efficientamento energetico.
Già lo scorso anno, con la Legge di Bilancio, il Governo era intervenuto per prorogare al 2026 le stesse condizioni vigenti nel 2025, che (per decisione dello stesso Governo Meloni) prevedevano comunque una netta riduzione dei vantaggi rispetto al 2024. La proroga, però, era valida per il solo 2026.
La Manovra 2027 potrebbe quindi contenere un nuovo slittamento che permetterà ai proprietari di casa di percepire l’Ecobonus nella misura in cui spettava nel 2025 e nel 2026, se non con delle maggiorazioni sulla prima casa.
Mancano però ancora diverse settimane al momento della verità: la nuova norma infatti diventerà ufficiale soltanto con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cosa che generalmente avviene negli ultimi giorni dell’anno.
Quanto vale l’Ecobonus Enea nel 2027?
In mancanza di una proroga nella nuova Legge di Bilancio, l’Ecobonus seguirà quanto indicato nella Legge n. 199/2025, che prevede un abbassamento delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico degli edifici.
Il Bonus energetico 2027 passerebbe quindi dal 50% al 36% sull’abitazione principale e dal 36% al 30% per le seconde case e per tutti gli altri immobili. Per le ristrutturazioni del 2026 e del 2027, ha specificato l’Agenzia delle Entrate, il limite di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.
Come anticipato, però, il viceministro Leo, alla Giunta esecutiva di Confartigianato, ha parlato di un’ipotesi allo studio del Governo che prevederebbe una detrazione fiscale al 65% sulla prima casa per infissi, cappotti e pompe di calore. Le detrazioni per gli interventi di efficientamento energetico, quindi, potrebbero essere più alte. In ogni caso, le detrazioni verranno riconosciute al contribuente titolare di diritto reale di godimento dell’immobile (in genere il proprietario) in 10 rate annuali di pari valore.
In ogni caso, gli interventi di ristrutturazione pagati fino al 31 dicembre 2026 rientrano nella proroga stabilita con la Legge di Bilancio dello scorso anno.
Ecobonus 2027: cosa comprende?
Iniziamo col dire che Ecobonus e bonus ristrutturazione sono cumulabili: è possibile sfruttare le due agevolazioni sullo stesso immobile, a patto che riguardino interventi ben distinti e contabilizzati separatamente.
Gli interventi compresi nell’Ecobonus 2027, o Bonus riqualificazione energetica, sono gli stessi previsti dal Decreto Legge n. 63 del 4 giugno 2013 (convertito in Legge n. 90/2013), ovvero:
- Isolamento termico (cappotto termico);
- Interventi di sostituzione infissi e serramenti;
- Schermature solari e tende da sole;
- Installazione di pannelli solari;
- Sostituzione impianti di climatizzazione e riscaldamento (esclusi quelli alimentati a combustibili fossili);
- Installazione di sistemi di domotica per il controllo degli impianti di riscaldamento o per la produzione di acqua calda.
È importante ricordare che per accedere alle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica è necessario che ogni pagamento avvenga con bonifico parlante, cioè che riporti la causale della detrazione, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa che esegue i lavori.
In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che conta, per la detrazione, l’anno in cui viene effettuato il bonifico, anche per interventi realizzati in un momento successivo. Un acconto pagato fino al 31 dicembre del 2024, quindi, godrà delle detrazioni al 65%, un pagamento effettuato nel 2025 al 50%.